venerdì 10 luglio 2026

L'incontro in Via Vitoriana



Una stretta strada lastricata di ciottoli. Il sole picchiava forte. Valdenius arrivava da un lato. Tunica sporca, pugno chiuso, l'aria di chi aveva già affrontato una guardia.

Dall'altro lato arrivava Brunilda. La sua vicina. Un temperamento peggiore del suo. Un cesto in testa, una lingua tagliente, la reputazione di non inchinarsi mai a nessuno.

Si fronteggiarono in mezzo alla strada.

Brunilda: "Togliti di mezzo, rivoluzionario. Questa strada non è solo tua."

Valdenius: "E non è neanche tua, pettegola. Spostati."

Nessuno cedette.

La gente si fermò a guardare. Schiavi, mercanti, bambini... tutti si aspettavano una rissa.

Valdenius strinse la mascella. Brunilda incrociò le braccia.

Rimasero lì per dieci secondi a studiarsi a vicenda.

Allora Valdenio sputò per terra e la sfiorò. Brunilde alzò gli occhi al cielo e continuò a camminare, sbattendo il cesto.

In epoca vittoriana si diceva: "Quando Valdenio e Brunilde si incontrano, persino gli dei si allontanano dalla strada".

Danucia umiliata da Rida



Piazza di pietra, sole cocente.

Danucia, una mendicante vittoriana, sedeva per terra.

Vestiti rattoppati, borsa al fianco, condivideva una pagnotta con i piccioni.

Poi passò Rida.

Una dama dell'aristocrazia romana. Gioielli, tunica ricamata, aria altezzosa.

Rida si fermò. Scrutò Danucia da capo a piedi e gridò a tutti:

"Alzati da lì! Questo posto è per le persone perbene. I mendicanti sporcano il marmo della nostra città!"

La gente tacque. Alcuni risero.

Danucia abbassò solo la testa. Strinse il pane in mano e non rispose.

Rida sputò vicino ai suoi piedi e se ne andò, con gli schiavi che portavano l'ombrellino.

Danucia rimase.

Raccolse le briciole, le diede ai piccioni e proseguì per la sua strada. Ai tempi vittoriani si diceva: Rida aveva oro al collo. Ma Danucia mantenne la sua dignità nel silenzio.


La vasca di Vitoriana



Antica Roma. Città di Victoriana. Una notte afosa, torce accese, e il suono del Foro ancora lontano.

Al centro della piazza si ergeva una vasca di pietra. Acqua stagnante, usata per lavare il grano.

Fu lì che Valdenius incontrò Josiana.

Lui: un rivoluzionario. Pugni segnati, uno sguardo duro. L'uomo che infiammava i discorsi contro l'impero e non temeva il sangue.

Lei: una cacciatrice. Spalle callose, una cicatrice sulla gamba, una vita dura nella foresta. Una donna che era sopravvissuta da sola fin da quando aveva quattordici anni.

Marito e moglie. Ma il mondo non avrebbe concesso loro la pace.

Senza dire una parola, Valdenius prese la mano di Josiana.

Lei annuì.

E i due entrarono nella vasca. Completamente vetiti.

La sua tunica si fece pesante nell'acqua. La stola di lei le si appiccicava al corpo.

I suoi sandali affondarono nel fango in fondo. Rimasero lì immobili, con l'acqua che lambiva le loro vite.

Nessun soldato. Nessun grido.

Solo silenzio e il freddo che lavava via la sua furia e la stanchezza di lei.

Josiana appoggiò la testa sulla sua spalla.

Valdenius le tenne la mano sott'acqua.

Per cinque minuti non furono né rivoluzionari né cacciatori.

Erano solo due.

Uscirono, fradici, per le strade di Vitoriana.

La gente li vide e abbassò lo sguardo.

Perché anche l'uomo più violento di Roma e la donna di caccia più sofferente avevano bisogno di un bagno insieme per ricordarsi che erano pur sempre umani.

martedì 7 luglio 2026

Samuele e la donna cieca

 


Un giorno, Samuel, che stava giocando nel fango, vide una donna cieca di nome Gilmara che camminava da sola per le vie di Lagoa da Italianinha.

Ha detto:

"Posso aiutarla, signora?"

"Lo apprezzerei molto..."

"Dove vivi?"

"Abito a Vila Lusitânia, in una casetta lì."

"È qui vicino; andiamo."

Samuel accompagnò Gilmara a casa, e alcuni vicini trovarono la cosa strana, perché pensavano fosse un ragazzo di strada. Ma Marcella, una delle vicine, disse:

"Non è un ragazzo di strada; è ricco: sua madre, Valéria, vive a Londra. Gli piace semplicemente andare in giro così, in modo disinvolto e con un aspetto un po' trasandato."

Mateus e Alice

 


Mateus, fratello minore di Giovanna Victorya (sindaca di Lagoa da Italianinha) e figlio dell'ex sindaca Myllena, è follemente innamorato della sua amica Alice.

Ma Alice non la pensa allo stesso modo.

A peggiorare ulteriormente le cose, Samuel, un altro amico di Alice, è anch'egli innamorato di lei.

A quanto pare, Alice ha già chiarito a entrambi di non essere interessata a frequentare qualcuno.

Danuzia si diverte mentre gli altri lavorano


In *Lagoa da Italianinha*, la cattiva Danuzia conduce una vita diversa. La sua ricchezza le permette di non dover lavorare.

Mentre molte persone si ammazzano di lavoro, la routine preferita di Danuzia prevede un tuffo in piscina. Con il suo look impeccabile – dice spesso di essere "chic anche in acqua" – Danuzia attira gli sguardi con la sua eleganza.

Danuzia entra sempre in acqua completamente vestita; si rifiuta di indossare il costume da bagno e rimane fedele a questo stile.

Scontro tra Malu e Wellia



Una mattina a Lagoa da Italianinha, Malu si stava lavando nella fontana della piazza del paese e, uscendo, si imbatté nella sua sorella gemella Wellia, che si era sporcata i pantaloni. Wellia disse:

"Ma sei pazza, Malu, a lavarti nella fontana come una mendicante?"

"Oh, tu sei peggio, Wellia, ti sei fatta la cacca addosso! E a volte lo fanno anche i mendicanti!"

"Non sono affari tuoi!"

Ognuna sorpresa dalla follia dell'altra...

L'incontro in Via Vitoriana

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